I metodi naturali "…sono metodi che si basano sulla conoscenza dei processi biologici, per cui una gravidanza può essere ricercata o evitata grazie all'osservazione dei segni e dei sintomi della fase fertile del ciclo mestruale.
Quando si vuole evitare una gravidanza ci si deve astenere dai rapporti sessuali durante la fase fertile del ciclo, quando la si ricerca si possono utilizzare con precisione i giorni fecondi…"
(definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità)
L'invito a conoscere i propri ritmi biologici è rivolto:
Presso il consultorio La Famiglia operano gratuitamente insegnanti qualificate del Metodo dell'Ovulazione Billings,
che occupa un posto di rilievo tra i metodi naturali per la sua semplicità, efficacia e per la sua applicabiilità in tutte le situazioni della vita riproduttiva della donna: cicli regolari, irregolari, allattamenti al seno, premenopausa, post-pillola, infertilità.
Consente alla donna di conoscere le fasi fertili e non fertili del proprio ciclo mediante l'osservazione delle modificazioni del sintomo del muco cervicale.
Il muco cervicale prodotto dal collo dell'utero in risposta agli ormoni ovarici, è un indicatore fedele della fase fertile e dell'ovulazione.
È inoltre un fattore fondamentale di fertilità, in quanto favorisce la sopravvivenza degli spermatozoi e la loro risalita nelle vie genitali femminili, consentendo in tal modo il concepimento.
L'insegnamento avviene con colloqui individuali, previo appuntamento concordato con la segreteria del consultorio.
L'apprendimento tramite insegnante è necessario per ottenere un'elevata efficacia (97,8% secondo l'OMS).
Per l’insegnamento del Metodo naturale allo scopo di regolare la fertilità, è richiesta la partecipazione in coppia.
Il consultorio è disponibile ad organizzare incontri di sensibilizzazione rivolti a gruppi di fidanzati, di giovani, di coppie.
In questa sezione sono ospitati contributi dei visitatori fatti pervenire alla segreteria
Uno spazio per approfondire i temi etici
Il nuovo femminismo
Le nuove tecnologie applicate alla generazione degli esseri umani comportano un cambiamento del modo di considerare il ruolo femminile e il corpo della donna.
Mentre le femministe "tradizionali" continuano a considerare l'emancipazione della donna come liberazione dal peso della maternità (da cui discende il "diritto di aborto"), sta emergendo un nuovo modo di pensare "la" donna e "alla" donna che risponda ai nuovi bisogni di emancipazione senza mortificare il ruolo di madre.
Un dibattito non ideologico ed attento alla donna deve riconsiderare i rischi per la sua salute (e per qualla del nascituro) causati dal ricorso all'aborto, anche farmacologico, valutandone anche le conseguenze psico-affettive (sindrome post-abortiva) e dalle tecnologie di riproduzione assistita, con l'impatto che esse hanno sulla relazione tra genitori e figli.
Deve essere poi capace di denunciare gli abusi subiti dalle donne, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dovuti alle mortificanti politiche di controllo delle nascite imposte dai governi.
Il neofemminismo non rivendica più la cancellazione delle differenze di genere e la creazione di spazi esclusivi ed escludenti, ma ricerca la valorizzazione della specificità femminile nell'armonia dei generi, soprattutto quando, con le tecniche alle quali abbiamo accennato,viene interpellata la coscienza dell'intera società.
Vale la pena di porci alcune domande:Il dibattito è aperto!
- Quali sono le reali conseguenze degli interventi farmacologici e tecnologici sul corpo e sulla salute della donna?
- In che modo le nuove tecnologie riproduttive influiscono sulla definizione del ruolo e dell'identità femminile?
- Quali sono i problemi femminili che oggi emergono nella società italiana (es. rapporto maternità-lavoro)?
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