L’Associazione Cristiana per la Famiglia (ACF) è un'associazione di volontariato, iscritta all'albo regionale, nata nel 1978 come risposta positiva al clima culturale avverso alla famiglia concretizzatosi nelle leggi sul divorzio e sull’aborto.
L’ACF si propone un impegno di carattere educativo, culturale e sociale volto alla promozione e alla gestione di attività di volontariato rispondenti ai valori cristiani, in coerenza con il Magistero della Chiesa ed in stretta collaborazione con il Vescovo diocesano.
Non è quindi un’associazione di famiglie con scopo principale di favorire il mutuo sostegno tra gli associati, bensì è un’associazione di servizi per la promozione della famiglia e della vita.
Nel corso dei 30 anni di vita sono state realizzate varie attività di volontariato, tra loro raccordate e sinergizzate dalla comune appartenenza all’ACF, che rendono l’Associazione una realtà con un’identità particolare nell’ambito delle associazioni laicali e di volontariato ed un segno significativo dell’attenzione che la Chiesa lucchese rivolge alla famiglia e alla vita.
Per rendere maggiormente efficace il proprio intervento attraverso la collaborazione con altre associazioni, l’ACF fa parte del Comitato Provinciale del Forum Toscano delle Associazioni Familiari.
Oltre al consultorio La Famiglia, l'ACF gestisce altri servizi per la famiglia, la coppia, la donna, il bambino

I Centri di Accoglienza alla Vita (CAV) operano da 29 anni per la difesa della vita nascente.
Il CAV opera,tramite operatori volontari, incentrando l'attenzione sul figlio e sulla madre, con un'ottica a favore della vita:
Il valore della vita è il fondamento civile di ogni convivenza (EV 5).
Attività specifica e privilegiata del CAV è l'ascolto della famiglia e della donna in attesa di un
figlio, con problemi correlati.
L’ascolto viene esteso anche alle famiglie e alle donne con bambini piccoli che vivono situazioni
problematiche.
Dopo aver individuato i problemi e i bisogni della donna, viene stabilito un piano di intervento
attivando anche collegamenti con le altre attività dell'ACF, con i servizi socio-sanitari, con altre associazioni e con consulenti esterni, in modo da dare efficaci risposte di rete ai problemi emersi durante i colloqui.
Gli interventi operativi si diversificano in:
- sostegno psicologico alla donna che presenta problemi di accettazione del figlio
- sostegno medico, anche accompagnando personalmente le donne
- sostegno giuridico
- risposte a problematiche di natura abitativa
- risposte a problematiche di natura lavorativa
- risposte a problematiche di tipo domiciliare (aiuto domestico, aiuto a fare acquisti ecc.)
Come attività collaterale, il CAV effettua:
- raccolta, pulizia, riordino, conservazione di indumenti per bambini, carrozzine, passeggini, lettini ecc. e loro distribuzione
- raccolta e distribuzione di latte in polvere, pannolini, alimenti per l'infanzia.
Gli operatori volontari del CAV vengono supportati con incontri di formazione e di verifica sugli interventi attuati.
Nell’ambito dell'ACF operano due Centri di Accoglienza alla Vita:
Lucca: Via S. Nicolao, 81 Tel. 0583-492306
Viareggio: Via Matteotti, 60 Tel. 0584-944764
I CAV dell’associazione aderiscono al Movimento per la Vita.
Il Gruppo promuove l’istituto dell’affidamento familiare, là ove esso sia temporaneamente necessario per la tutela del minore, collaborando con il Centro Affidi di Lucca e con le altre Associazioni nella diffusione di una sensibilità fattiva verso l’affidamento e nel sostegno alle famiglie affidatarie.
Il cammino dell'accoglienza si esplica attraverso il ricorso all'affido eterofamiliare consensuale, ossia dell'adesione volontaria al progetto di affido della famiglia naturale, o giudiziale, affidamento attivato attraverso un provvedimento dell'autorità Giudiziaria.
L’intervento mira a garantire al minore in stato di disagio il diritto ad una crescita psico-affettiva in un nucleo familiare stabile e sereno.
Allo stesso tempo viene riconosciuta la funzione insostituibile della famiglia naturale ed il carattere sussidiario dell’intervento. Quindi, quando ciò è possibile, viene svolta un’azione di aiuto alla rimozione delle cause che hanno portato alla necessità dell’affidamento del minore sostenendo la famiglia di origine, favorendo il mantenimento dei rapporti e preparando al rientro.